Formazione Coordinata e Congiunta

La formazione, intesa come preparazione allo svolgimento del Servizio Civile, ha la finalità di accrescere nei giovani la partecipazione attiva alla vita della società e la consapevolezza sul significato della scelta e dell’esperienza di Servizio civile nazionale.
Aspetto qualificante del Servizio Civile Nazionale, destinato ad assumere sempre maggiore rilevanza nel futuro, è, accanto ad una presa di coscienza nei volontari della dimensione di servizio alla comunità, anche il conseguimento di una specifica professionalità: l’esperienza di Servizio Civile deve, cioè, rappresentare un’occasione di apprendimento e di acquisizione di conoscenze specifiche.
Come è noto, infatti, la lettera e) dell’art.1 della legge 64 del 2001 espressamente prevede quale specifica finalità del Servizio civile nazionale l’aspetto formativo per i giovani.
La formazione dei giovani che hanno scelto di partecipare a progetti di Servizio Civile, è attuata dagli Enti presso i quali si svolge il servizio stesso in modo congiunto con altri Enti con progetti attivi nello stesso bando. La formazione viene suddivisa in due fasi. La prima (formazione generale) consiste in una presentazione del Servizio civile e dei principi che ne sono alla base, principi che devono accompagnare il ragazzo durante l’intero servizio. La seconda fase (formazione specifica) entra nello specifico degli argomenti trattati dal progetto definendo e fornendo informazioni, metodi e supporti per lo svolgimento delle attività del servizio.
La fase attiva, attuativa del progetto nel corso della quale le nozioni ricevute trovano applicazione, è parte integrante del processo di formazione e costituisce momento di utile verifica ed approfondimento di quanto appreso durante i corsi.
L’intero percorso del servizio è dunque formazione ed a tal fine la Circolare 17 giugno 2009 “Norme sull’accreditamento degli enti di Servizio Civile Nazionale”, prevede, oltre alla figura del formatore, la figura dell’operatore locale di progetto (OLP) che, inteso come “maestro” dei volontari, costituisce il punto di riferimento del giovane volontario di Servizio civile; il rapporto da “apprendista a maestro”, consentirà al ragazzo di crescere e di acquisire le esperienze necessarie al perseguimento di una professionalità spendibile nel mondo del lavoro.

Fonte

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